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Cosa è cambiato nel nostro modo di alimentarci.

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Cosa è cambiato nel nostro modo di alimentarci.

Cibo o farmaco, cosa può aiutarci a difendere la nostra salute?

L’attuale pandemia sta cambiando il modo in cui i consumatori acquistano, preparano e consumano il cibo; tra il 2009 e il 2018, il fatturato del consumo fuori casa è cresciuto di oltre il dieci per cento ma la tendenza attuale, con il così detto distanziamento sociale e la sostanziale impossibilità di mangiare al ristorante, è in forte inversione e molti consumatori sono ritornati alla cucina di casa o alla consegna a domicilio. In questo contesto alcune tendenze osservate poco prima della pandemia hanno subito una interessante accelerazione, tra queste spicca l’utilizzo del cibo come farmaco; conoscere le caratteristiche del cibo e dell’olio extravergine di oliva con il quale ci nutriamo, quali effetti hanno sulla nostra salute e su alcune malattie ormai endemiche.

Il cibo come farmaco, fattore di salute e immunità.

La convergenza tra scienza e tecnologia dell’alimentazione può stimolare il settore e inaugurare una nuova era basata su microbiologia, ingredienti funzionali, nutrizione personalizzata e alimenti medicali. Prima della pandemia, questa tendenza era in gran parte legata alle malattie della nutrizione ma oggi, puntando su produzione e consumo di alimenti per il trattamento di specifiche malattie, si potrebbero generare contemporaneamente effetti positivi in più settori della catena alimentare.

Conoscere il cibo e conoscere le malattie.

Alimentazione e salute sono strettamente legate così come lo sono alimentazione e malattie, è solo questione di scelte e di abitudini che, ripetute nel tempo, determinano differenti risposte metaboliche e cellulari. Cosa possiamo fare per alimentarci in modo corretto?

  • - Ridurre il consumo di zuccheri e sostituire i cereali raffinati con le versioni integrali; mangiare troppi zuccheri e troppi cereali raffinati destabilizza la glicemia e comporta impennate nella produzione di insulina che causano numerose alterazioni metaboliche.
  • - Bilanciare l’assunzione dei carboidrati in rapporto all’attività fisica che si svolge. Chi fa molto sport può assumere quantità maggiori di carboidrati rispetto a chi non ne fa; abitualmente assumiamo una quota di carboidrati che sono in gran parte apportati da cereali invece che da frutta e verdura.
  • - Aumentare il consumo di cibi genuini e in particolare di frutta e verdura; l’assunzione di una quantità elevata di alimenti raffinati e industriali riduce l’apporto di vitamine e micronutrienti.
  • - Garantire un apporto adeguato di alimenti alcalinizzanti e prima di tutti le verdure; la quantità eccessiva di cereali e di cibi di origine animale comporta una tendenza all’acidosi che deve essere compensata dai sistemi tampone del corpo umano.
  • - Il consumo di sale nella dieta moderna è mediamente superiore al quantitativo giornaliero necessario e questo fornisce al corpo una quantità eccessiva di sodio rispetto a quella di potassio che viene assunto in quantità ridotte perché presente soprattutto in frutta e verdura.
  • - L’introduzione di dosi massicce di alimenti raffinati e la riduzione del consumo di verdura, frutta e cereali integrali, porta la maggior parte delle persone a non raggiungere la soglia di venticinque grammi di fibra al giorno considerata salutare; questo aumenta il rischio in particolare di malattie intestinali oltre a incidere negativamente sul senso di sazietà.
  • - La dieta abitualmente in uso nei paesi sviluppati fornisce un’eccessiva quantità di acidi grassi polinsaturi omega 6 legata al consumo elevato di olio di girasole presente in moltissimi prodotti industriali e all’abbondanza di alimenti ricchi di acido arachidonico come formaggi e carni; diversamente il nostro organismo ha bisogno di un maggior apporto di acidi grassi polinsaturi omega 3, contenuti nel pesce, e di acidi grassi monoinsaturi contenuti nell’olio extravergine d’oliva.

L’olio extravergine di oliva come alimento e farmaco.

L’olio Evo è uno degli alimenti fondamentali della dieta mediterranea; sono ben note le sue caratteristiche nutraceutiche e usarlo come integratore dell’alimentazione nell’intero arco della vita, a partire dai neonati per arrivare agli anziani, è molto importante. In cento grammi di olio extravergine di oliva sono presenti circa settantatré grammi di acidi grassi del tipo monoinsaturo, costituiti in particolare dall’acido oleico che appartiene alla famiglia dei cosiddetti omega 9, circa otto grammi di acido linoleico, omega 6, e circa un grammo di acido linolenico che appartiene alla famiglia degli omega 3; nell’olio extravergine di oliva è inoltre contenuta la vitamina E in un rapporto ottimale, per quanto riguarda le esigenze del corpo umano, con l’acido linoelico. L’olio extravergine di oliva non solo garantisce quegli apporti alimentari necessari per il benessere fisico ma contribuisce alla prevenzione dei tumori e dell’invecchiamento delle cellule cerebrali grazie all’idrossitirosolo che è in grado di invertirne il processo.

Alimentarsi correttamente: il cibo e l’obesità.

L’obesità è una malattia che riguarda sia adulti che i bambini soprattutto dei paesi industrializzati. Una dieta scorretta, con prevalenza di cibi grassi e ipercalorici e la mancanza di movimento, favoriscono l’eccesso di grasso corporeo; questa patologia, può provocare altre malattie collegate, come diabete e infarto, e quindi ridurre l’aspettativa di vita. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’obesità è un’epidemia globale, con quasi due miliardi di persone in sovrappeso e seicentocinquanta milioni di obesi, e risulta la principale causa di mortalità evitabile.