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Il biologico in fiera a Bologna.

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Il biologico in fiera a Bologna.

SANA, il salone internazionale del biologico.

Si è tenuta a Bologna dal nove al dodici settembre la trentatreesima edizione di SANA, la prima edizione post pandemia, il salone internazionale del biologico e del naturale che lancia nuove iniziative e progetti in Italia e all’estero. Tra le novità 2021 il nuovo Salone tematico SANATECH, promosso da BolognaFiere in collaborazione con il partner specializzato Avenue Media, una fiera nella fiera, che ha offerto una visione globale su tutto il processo produttivo del biologico, una ulteriore occasione di visibilità per un settore in cui l’Italia ricopre un ruolo da protagonista a livello internazionale grazie allo straordinario know-how  acquisito dai propri produttori e dalla propria ricerca, nella produzione biologica, secondo metodiche garantite e certificate. Il mondo del BIO visto dall’Osservatorio SANA, il profilo del consumatore e i consumi nazionali di olio EVO BIO.

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Il BIO secondo l’Osservatorio SANA.

L'Osservatorio SANA, realizzato da Nomisma in collaborazione con AssoBio e FederBio, testimonia ancora una volta che il biologico sta crescendo in Italia così come in tutto il mondo; ma mentre l’Italia è la prima nazione in Europa secondo, dati Fibl & Ifoam 2021, con oltre settantamila coltivatori biologici e diecimila imprese di trasformazione, la spesa BIO pro-capite cresce lentamente, appena settanta euro contro i centonovanta circa della Francia e centottanta della Germania. In Italia le vendite complessive del biologico sono cresciute del cinque per cento e si attestano a 4,6 miliardi di euro, considerando i dodici mesi a tutto luglio 2021, divisi in consumi domestici, pari a 3,9 miliardi di euro e un più quattro per cento, e fuori casa, pari a circa settecento milioni di euro con un più dieci per cento; anche l’export BIO Italiano continua la sua corsa con un più undici per cento rispetto all’anno precedente totalizzando 2,9 miliardi di euro sui mercati internazionali. Il cinquantaquattro per cento della popolazione fra diciotto e sessantacinque anni viene considerato consumatore frequente e mette a tavola prodotti BIO ogni giorno o almeno una volta a settimana.

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Il profilo del consumatore italiano di olio evo BIO.

Il profilo del consumatore di olio extravergine BIO non è molto distante dal ritratto del generico consumatore biologico; anche in questo caso vive principalmente nelle grandi città del Nord, ha una disponibilità economica superiore alla media, è dotato di una spiccata sensibilità verso i temi legati alla sostenibilità ambientale ed è sempre più attento al benessere. Gli acquisti di olio biologico sono per oltre il trentacinque per cento del valore effettuati da consumatori over 64, l’età dove in genere si ha un maggiore potere d’acquisto. Qualche segnale incoraggiante proviene anche dagli under 34, che già nel triennio 2017/19 hanno mostrato un leggero incremento del consumo di olio evo BIO passando dall’otto per cento circa al nove; questo è imputabile ad una maggiore sensibilità ecologica e nutrizionale, sviluppata nelle nuove generazioni. Le condizioni socioeconomiche influiscono nelle scelte di consumo e la capacità di spesa deve essere necessariamente messa in relazione con il PIL pro capite e con il tasso di disoccupazione, elementi che influenzano le scelte dei panieri di beni specialmente quelli di base come l’olio evo. I nuclei familiari più piccoli hanno maggiore capacità di acquisto dell’olio extravergine d’oliva BIO anche se di fronte ad un cambiamento di prezzo le famiglie meno abbienti tendono a tagliare i costi dei beni di prima necessità, come gli alimenti, indirizzando le proprie preferenze verso prodotti più economici o riducendo i consumi. 

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I consumi nazionali di olio evo BIO.

Negli ultimi anni diversi studi hanno affrontato la relazione che intercorre tra la scelta del consumatore e la qualità dell’olio extravergine d’oliva; molto spesso è emerso che le caratteristiche che influenzano la scelta sono da ricercare nella vicinanza geografica e nel marchio. Restano comunque numerosi i consumatori italiani che tendono ad acquistare l’olio evo solamente sulla base del prezzo e della migliore offerta promozionale; un atteggiamento che potrebbe essere attribuito anche all’incapacità del consumatore medio di distinguere e valorizzare le differenze di gusto tra le diverse tipologie di olio evo. Occorre tuttavia riconoscere come negli ultimi venti anni il crescere dei fatturati al consumo dei prodotti biologici testimonia una crescente attenzione generale del consumatore verso la ricerca di qualità e sostenibilità ambientale. Dall’osservazione dell’andamentdeconsumi di olio evo BIO negli ultimdiecanni scaturiscono duosservazioni; la prima riguarda la tendenza al rialzo del fatturato al consumo. Dal2010levendite pressla Grande Distribuzione(GDO) soncresciute doltriduecento per cento anche se è necessario precisare come nei primi anni di monitoraggio il fatturato espresso dall’olio evo BIO fosse limitato a una decina di milioni di euro. Le ottime performance della GDO più in generale derivano dalla natura stessa dell’offerta chesoprattuttneglanndbassvolumdi prodotto nazionale si arricchisce di prodottinternazionali iparticolaroli evo spagnoli, decisamente più economici grazie ad una diversa organizzazione della filiera ed un quantitativo prodotto sempre superiore a quello nazionale. Lsecondosservazione derivdaconfronto con l’andamento del flusso di vendite dell’olio evo convenzionale ed è interessante constatare come ci sia un parallelismo tra olio evo BIO e convenzionale negli anni icusregistrano lcrescitmaggiornelle vendite e quelle dove invece si registrano perdite dfatturato. Dall’analisterritorialdei consumdell’extravergine BIO, infine, noemerge differenza rispetto a  quantriscontratpeil compartbiologicin generale, anchiquestcassevidenziunspiccatconcentrazione nellregiondel Nord Italia.